| Una
larga parte di noi ha avuto o potrà
avere un disturbo d’ansia nel corso
della propria vita.
L’ansia di per sé, tuttavia,
non è un fenomeno anormale.
Si tratta di un'emozione di base,
che comporta uno stato di attivazione
dell’organismo e che si attiva quando
una situazione viene percepita soggettivamente
come pericolosa. Nella specie umana
l’ansia si traduce in una tendenza
immediata all’esplorazione dell’ambiente,
nella ricerca di spiegazioni, rassicurazioni
e vie di fuga, nonché in
una serie di fenomeni neurovegetativi
come l’aumento della frequenza del
respiro, del battito cardiaco (tachicardia),
della sudorazione, le vertigini,
ecc.. Tali fenomeni dipendono dal
fatto che, ipotizzando di trovarsi
in una situazione di reale pericolo,
l'organismo ha bisogno della massima
energia muscolare a disposizione,
per poter scappare o attaccare in
modo più efficace possibile,
scongiurando il pericolo e garantendosi
la sopravvivenza.
L’ansia, quindi, non è solo
un limite o un disturbo, ma costituisce
una importante risorsa, perché
è una condizione fisiologica,
efficace in molti momenti della
vita per proteggerci dai rischi,
mantenere lo stato di allerta e
migliorare le prestazioni (ad es.,
sotto esame).
Quando l'attivazione del sistema
ansiogeno è eccessiva, ingiustificata
o sproporzionata rispetto alle situazioni,
però, siamo di fronte ad
un disturbo d'ansia, che può
complicare notevolmente la vita
di una persona e renderla incapace
di affrontare anche le più
comuni situazioni.
I disturbi d'ansia conosciuti e
chiaramente diagnosticabili sono
i seguenti (cliccate per approfondimenti):
Fobia
specifica (aereo, spazi chiusi,
ragni, cani, gatti, insetti, ecc.)
Disturbo di panico e agorafobia
(paura di stare in situazioni da
cui non vi sia una rapida via di
fuga)
Disturbo ossessivo-compulsivo
Fobia sociale
Disturbo da stress acuto o post-traumatico
Disturbo d'ansia generalizzata
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