| L’elettromiografia
(EMG) è una procedura diagnostica
finalizzata a identificare e a caratterizzare
i disturbi dell’unità motoria,
dal motoneurone spinale all’assone
periferico, alla giunzione neuromuscolare
e alle fibre muscolari.
Considerazioni tecniche
Praticamente quasi tutte le malattie
neuromuscolari primarie determinano
modificazioni nell’attività
elettrica registrata dalle fibre
muscolari, incluse l’attività
di inserzione, l’attività
spontanea e l’attività volontaria.
Ciascuna di queste ha specifiche
implicazioni per la determinazione
del tipo di malattia sottostante.
L’EMG registra l’attività
volontaria e spontanea dai muscoli
in cui si sospetta un coinvolgimento
nelle malattie neuromuscolari. L’attività
EMG è derivata dai potenziali
d’azione trifasici delle fibre muscolari
che scaricano singolarmente o in
gruppi vicino all’elettrodo. Tutti
i nervi e le fibre muscolari generano
onde trifasiche quando il potenziale
d’azione si avvicina, passa e si
allontana dall’elettrodo registrante
in un conduttore di volume. Se il
potenziale è registrato da
una regione danneggiata della fibra
muscolare, tuttavia, viene registrato
come una positività seguita
da una lunga negatività,
poiché il potenziale che
si avvicina sarà visto solo
a distanza. Il fondamento dell’EMG
ad ago di qualità è
rappresentato dalla capacità
di isolare, riconoscere e interpretare
l’ampia gamma di forme d’onda, e
le loro variazioni, che si realizzano
nel muscolo normale e patologico.
Le modificazioni che vengono osservate
non permettono solo la distinzione
dei disturbi neurogeni da quelli
miopatici, ma caratterizzano anche
la gravità, la distribuzione,
il tipo e lo stadio del disturbo.
Indicazioni
L’esame elettromiografico
è utilizzato nella diagnostica
di tutte quelle affezioni del sistema
nervoso che presentano un coinvolgimento
del motoneurone spinale, all’assone
periferico, alla giunzione neuromuscolare
e alle fibre muscolari.
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