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Una persona si definisce
omosessuale quando prova sentimenti di innamoramento,
desideri, ed attrazione erotica nei confronti
di altre persone dello stesso sesso. Secondo
gli studi sulla sessualità condotti
da Alfred Kinsey negli anni '40 circa il
5-10 % degli uomini è esclusivamente
omosessuale; fino ad 1/3 degli uomini ha
avuto un contatto sessuale con un altro
uomo una volta nella vita. Sul perché
e sul come si diventi omosessuale si è
molto parlato. Nonostante ciò, non
esiste ancora uno studio scientifico o un’ipotesi
ufficiale che possa, con assoluta certezza,
spiegare il perché una persona diventi
omosessuale ed un'altra eterosessuale. L’unica
cosa di cui si è certi è che
l’omosessualità non sia una malattia,
ma semplicemente una variante normale della
sessualità umana.
La parola omosessualità è
stata tolta definitivamente dal Manuale
Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali
(DSM; Diagnostical and Statistical Manual
of Mental Disorder, manuale dove psicologi
e psichiatri possono trovare le linee guida
con cui stabilire la presenza o meno di
un disturbo mentale) già dal 1973.
Il documento dell’Associazione Psichiatrica
Americana (APA), che sanciva questa modifica,
dichiarava: "L'omosessualità
in sé non implica un deterioramento
nel giudizio, nell'adattamento, nel valore
o nelle generali abilità sociali
o motivazionali di un individuo". Già
da molto tempo, dunque, è ingiustificato
considerare l’omosessualità come
una malattia, ma nonostante questo le persone
comuni continuano ad avere questo pregiudizio
e gli omosessuali continuano ad essere vittime
dell’omofobia! La società in cui
la persona omosessuale vive, infatti, è
ancora fortemente omofobica ed eterosessista,
e ciò influenza enormemente lo sviluppo
individuale ed il comportamento di gay e
lesbiche. A causa dell’omofobia e dell’
eterosessismo, infatti, la persona omosessuale,
fin dall’adolescenza, sperimenta sensazioni
di diversità e di sofferenza emotiva,
che la spingono verso l’isolamento sociale
e che le impediscono di venire allo scoperto
(coming out). Spesso mascherano i loro effettivi
sentimenti simulando un'apparente eterosessualità
oppure si sottopongono ad improbabili cure
mediche oppure a più appropriate
cure psicoterapiche.
Caratteristiche
Nonostante
lo stereotipo diffuso gli omosessuali non
sono più effeminati degli eterosessuali.
Nel rapporto sessuale ognuno dei partner
può adottare un particolare ruolo
(attivo o passivo) che talvolta si riflette
nel tipo di abbigliamento o nel comportamento;
molto spesso poi tali ruoli sono intercambiabili.
Gli omosessuali raggiungono l'orgasmo in
diversi modi, tra cui il coito orale, la
masturbazione reciproca e la penetrazione
anale. Alcuni omosessuali maschi hanno rapporti
monogami, altri invece hanno partners multipli
ed elevata attività sessuale per
cui sono esposti ad elevato rischio di malattie
veneree. Il virus dell'AIDS fù identificato
la prima volta proprio negli omosessuali
maschi.
Cause
Non
esistono prove che l'omosessualità
sia provocata da un'anomalia gentica o da
uno squilibrio ormonale. In chiave psicologica
alcuni studi hanno dimostrato l'esistenza
di una maggiore incidenza negli uomini con
un padre assente o debole e che hanno avuto
un intenso rapporto emotivo con la madre.
Peraltro l'omosessualità sembra avere
la stessa prevalenza in tutte le culture
e non sembra essere mutata nel corso di
migliaia di anni, questo suggerisce che
possa essere una variante costante del comportamento
sessuale umano e che teoricamente possa
sembra comparire anche negli eterosessuali
poste talune condizioni ambientali o fisiche
predisponenti.
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