I
potenziali evocati sono uno strumento
diagnostico non invasivo che consente
una registrazione di segnali bioelettrici
prodotti all’interno del sistema
nervoso come risposta a stimoli
sensoriali, in grado di provocare
una simultanea depolarizzazione
di specifici raggruppamenti neuronali.
Attualmente sono usati in ambito
diagnostico di svariate malattie
i PEV (potenziali evocati visivi
), i PESS( potenziali evocati somatosensoriali
), i PEM (potenziali evocati motori)i
BAERs ( potenziali evocati acustici
del tronco cerebrale )
I potenziali evocati visivi (PEV)
consistono nella registrazione in
regione occipitale di risposte della
corteccia visiva a stimoli retinici.
La stimolazione retinica può
essere effettuata mediante variazioni
della luminanza (nel caso dei “PEV
da flash”) o variazioni di contrasto
(nel caso dei “PEV da pattern”).
I “PEV da flash” sono nella pratica
clinica poco utilizzati per la marcata
variabilità interindividuale
e la relativa insensibilità
alle lesioni. Sono utilizzati solitamente
in pazienti scarsamente collaboranti,
in pazienti affetti da cataratta
e nei bambini. I “PEV da pattern”,
evocati mediante l’alternanza di
contrasto di elementi bianchi con
elementi neri su una scacchiera
proiettata da uno schermo televisivo,
sono costituiti da tre onde: la
prima componente a polarità
negativa con latenza di 75 msec,
la seconda componente (P100) a latenza
negativa con latenza di 100 msec,
e la terza componente a polarità
positiva con latenza di 145 msec.
L’interpretazione clinica dei PEV
è basata fondamentalmente
sul valore della latenza dell’onda
P100.
I potenziali evocati acustici (BAERs)
sono una metodica diagnostica non
invasiva che consente lo studio
della conduzione nervosa acustica
mediante la registrazione, con elettrodi
applicati sullo scalpo, dei segnali
bioelettrici cerebrali generati
da stimoli sonori.
I BAERs sono costituiti dalla successione
di sette onde, con ampiezza inferiore
a 1 microvolt, che sono generate
dall’attivazione in sequenza dell’VIII
nervo cranico, del nucleo cocleare,
di strutture del troncoencefalo
(quali il complesso olivare superiore,
il corpo trapezoide, il lemnisco
laterale e il nucleo del lemnisco
laterale), del collicolo inferiore,
del corpo genicolato mediale e delle
radiazioni temporali. Le componenti
precoci, che si verificano nei primi
10 msec, sono dovute all’attivazione
di strutture acustiche troncoencefaliche.
Le componenti medie, che si verificano
tra i 10 e i 60 msec, sono dovute
all’attivazione del talamo e della
corteccia acustica e hanno importanza
per la valutazione della funzione
audiologica. Le componenti tardive,
con latenza superiore ai 50-60 msec,
sono la risultante dell’attivazione
della corteccia frontale e vengono
utilizzate per la valutazione della
funzione cognitiva.
I potenziali evocati somato-sensoriali
(PESS) sono una metodica diagnostica
non invasiva che consente lo studio
funzionale delle vie sensitive nei
nervi periferici, nel tronco cerebrale,
nelle radiazioni talamo-corticali
e nella corteccia sensitivo-motoria.
I potenziali evocati motori (PEM)
sono una metodica diagnostica non
invasiva finalizzata allo studio
funzionale del sistema corticospinale
mediante tecniche di stimolazione
transcranica. La stimolazione transcranica
attiva soltanto i motoneuroni più
grandi e gli assoni a velocità
di conduzione più elevata.
La stimolazione cervicale e lombare
attiva le radici anteriori. La differenza
tra la latenza delle risposte evocate
nello stesso muscolo dalla stimolazione
corticale e radicolare rappresenta
una stima indiretta del tempo necessario
per la conduzione degli impulsi
dalla corteccia motoria ai motoneuroni
spinali (“tempo di conduzione centrale
motoria”).
Indicazioni
· Sclerosi laterale amiotrofica
· Sclerosi multipla
· Mielopatie
· Radicolopatie
· Lesioni cerebro-vascolari
· Alcune neuropatie ereditarie |